13.PRECETTI SULLA VIGILANZA
(160) Questo è con me e questo non è con me, questo è fatto
da me e questo non è fatto da me: anche nel momento in cui pensi così sei
attaccato dalla morte. Stando così le cose, come puoi essere disattento?
(161) Chi dorme perde senza accorgersene tante buone cose di questo mondo.
Quindi, rimani sveglio tutto il tempo e distruggi i karma accumulati in passato.
(162) E’ meglio che il devoto resti sveglio e che il malvagio dorma: questo è
stato detto dal Jina a Jayanti, la sorella del re di Vatsadesa.
(163) La persona saggia e con un’intelligenza acuta dovrebbe rimanere sveglia
anche in mezzo agli addormentati; non dovrebbe compiacersi né rilassarsi, perché
il tempo logora e il corpo è debole. Perciò dovrebbe sempre rimanere vigile,
come il favoloso uccello Bharanda.
(164) La disattenzione è la causa dell’afflusso del karma. L’attenzione lo
ferma.
Colui che non è attento è ignorante, chi è attento è saggio.
(165) L’ignorante non può distruggere i karma attraverso le proprie azioni,
mentre il saggio può distruggere i karma attraverso l’inazione, ovvero
controllando le proprie azioni in modo da essere libero dall’avidità e dalle
bramose passioni; essendo pago non commette nessun peccato.
(166) Chi non è vigile si sente costantemente minacciato dalle paure; invece chi
è vigile non prova nessuna paura.
(167) Una persona pigra non potrà mai essere felice e una persona addormentata
non potrà mai acquisire la conoscenza. Una persona che possiede attaccamenti non
potrà acquisire la capacità di rinuncia e una persona violenta non potrà
acquisire la compassione.
(168) O esseri umani, siate sempre vigili! Chi è costantemente all’erta
acquisisce sempre più conoscenza. Chi non è vigile non è beato. Chi è vigile è
sempre beato.
(169) La persona compassionevole, vigile e rispettosa delle altre vite, la
persona che è sempre cauta quando solleva e sistema una cosa quando urina,
quando defeca, quando si siede, quando si muove e quando dorme è realmente una
seguace della Nonviolenza.